Gli eventi sono lo specchio dell’anima

Intervista rilasciata a Ticinofinanza.ch

Nell’era dove l’incontro è virtuale, dove un click o un touch sono sufficienti a costruire una rete sociale, organizzare un evento reale resta un compito impegnativo, pieno di dettagli da non trascurare e che per questo necessita d’esperienza e competenza per essere efficiente nel suo scopo. Dal matrimonio allo strategic event marketing, costruire una situazione pubblica non è un gioco d’improvvisazione. Per ottenere un risultato degno di rilievo bisogna seguire passaggi precisi, fare le giuste scelte, avere capacità di pianificazione nonché i contatti e gli strumenti idonei. Senza mai trascurare di essere aggiornati sulle nuove tendenze e tecnologie, oggi che l’immagine istantanea è il veicolo pubblicitario per antonomasia.

Lo conferma Mauro Bricchi, proprietario e presidente di BluServices Events agenzia di Ascona specializzata nell’ideazione, preparazione e allestimento di eventi in Svizzera e all’estero.

Innanzi tutto, quali sono le premesse da cui partire per organizzare un evento di successo?

Un evento è un investimento e chi investe si aspetta un ritorno: la soddisfazione. Lo scopo di un puzzle è quello di completare un’immagine incastrando ogni singolo pezzo; quello dell’organizzazione di un evento la competenza di creare questi pezzi. In entrambi i casi è indispensabile pianificazione, esperienza, creatività, flessibilità, passione e disposizione.

Le basi del puzzle “Better in Blu”, che comprendono infinite soluzioni, sono: definizione dell’obiettivo, pianificazione meticolosa, ottimizzazione budget, preparazione progetto, presentazione proposta.

Creare un buon evento significa riuscire a rispecchiare la personalità del cliente che si affida a voi. Come è possibile, Mauro, riuscire a non deludere questa aspettativa?

L’obiettivo principale è definito assieme al cliente. Con l’aiuto della nostra check-list, completa e dettagliata, si ottiene la prima “radiografia” delle effettive necessità. La nostra priorità è raggiungere l’equilibrio ottimale fra costi e benefici definendo chiaramente dove è necessario investire, conforme le nuove tendenze e dove si deve assolutamente risparmiare.

Conoscere esattamente il profilo degli invitati, età, sesso, grado di parentela, affinità, è fondamentale, soprattutto per appurare restrizioni o intolleranze alimentari o venire incontro alle esigenze di ospiti diversamente abili.

Saper identificare e proporre le soluzioni più adeguate, a seconda della tipologia dell’evento, è uno delle nostre prerogative principali che spaziano dal cocktail di ricevimento alla scelta del give away, sempre considerando l’epoca e la location in cui si svolgerà l’evento.

Anche la stampa degli inviti assume un ruolo molto importante perché rappresenta la carta da visita. Una pianificazione meticolosa, approvata dal cliente, è l’ossigeno garantito per arrivare all’ora X perfettamente preparati e pronti a soddisfare le sue aspettative. L’esperienza e la professionalità che ci caratterizzano sono la garanzia che lavoriamo esclusivamente con partner altamente qualificati.

In un momento in cui l’esposizione mediatica è ai massimi livelli, cosa risulta imprescindibile per il trionfo di un happening, sia privato che aziendale?

La consapevolezza che ogni evento, anche se pianificato minuziosamente su carta, con tanto di prove e una scaletta dettagliata condivisa con tutti i partner, necessita sempre di molta flessibilità, rapidità e soprattutto una perfetta coordinazione. L’imprevisto capita sempre e bisogna saperlo affrontare e risolvere con la dovuta calma.

Spesso l’inventiva è fondamentale affinché un avvenimento catturi il meritato interesse, susciti emozione. Quali sono gli ingredienti base per accattivare l’attenzione di un vasto pubblico?

Dipende chiaramente dal target di pubblico e dal suo contesto principale. Uno spettacolo musicale è concentrato sulla performance degli artisti, mentre un matrimonio ha caratteristiche completamente diverse dove la location e la decorazione assumono il ruolo principale.

Evitare il déjà vu aumenta notevolmente l’impatto positivo sugli invitati. Saranno sempre i dettagli che fanno la grande differenza. Un arredamento con mobili design o una decorazione particolare, un menu studiato appositamente in funzione del tema, un mini show sorpresa, un invitato speciale sono alcuni spunti per creare l’effetto “wow”, quello che considero il tattoo dell’evento, ossia un’emozione da custodire per sempre, un momento indelebile.

28 aprile 2016, Inaugurazione del nuovo centro BMW Rivapiana a Minusio.

La BluServices Events, ha avuto, ancora una volta, l’onore di organizzare un importante evento BMW, a cui hanno partecipato oltre 230 invitati.

Sui 3 piani della nuova  „Boutique BMW“  sono stati allestiti ambienti differenziati.

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La serata è stata brillantemente condotta da Julie Arlin. Gli ospiti hanno potuto godersi, oltre alla musica del DJ Matteo Vanetti il  jazz , sulla bellissima terrazza,  interpretato magistralmente dal Maestro Angelo Quatrale.

Il catering, affidato al BLU Restaurant & Lounge ha ipnotizzato e deliziato il pubblico presente, grazie ad un menu sofisticato e di alta gastronomia: sushi, finger food, risotto alla parmigiana e prestigioso champagne.

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„il futuro è arrivato“ ha dato enfasi alla serata con due spettacoli internazionali ideati e diretti dalla coreografa Angela La Notte in collaborazione con Fabrizio Arigoni, Paris Show Biz  .

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Creati appositamente per l’occasione, gli artisti si  sono presentati con balletti moderni, il cui contenuto artistico ha sedotto il pubblico. La contorsionista, di fama mondiale, Katrina Asfardi  si è esibita,  con un numero  eccezionale, su un globo ad oltre 2 metri di altezza.

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Un evento targato Better in Blu che ha offerto un programma sofisticato e ricco nei suoi dettagli, molto apprezzato.

Foto: Andrea Branca

 

Intervista esclusiva con lo Chef Alex Atala – Ristorante D.O.M. São Paulo

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Chef Alex Atala (2** Michelin)
Ristorante D.O.M. (9° nella lista dei “World’s 50 Best Restaurants”)

Alex, la tua biografia è molto interessante, sei andato all’estero per realizzare dei sogni è sei diventato Chef, per caso …, vocazione o talento?

Sono andato in Europa, con diciotto anni, per vivere il sogno della musica. Inizialmente, per pagare le fatture, ho fatto l’imbianchino ma in seguito ho dovuto inscrivermi a una scuola per ottenere un visto di permanenza.
Un amico, nella stessa situazione, stava frequentando un corso di cucina e così decisi di inscrivermi alla Scuola alberghiera di Namur, in Belgio.
L’inizio è stato alquanto “traumatizzante”, la mia funzione era ausiliare di cucina, dovendo sbucciare patate e lavare i piatti. Non riuscivo immaginarmi in un ingranaggio così sincronizzato. 
Volevo rinunciare, ma quando ho iniziato ad aver contatto con pesci, vegetali freschi,              selvaggina, tartufi e funghi…,ho percepito che le mie referenze di vita si stavano incontrando.

 Hai detto che una cultura culinaria può essere identificata con tre sapori, quali rappresentano quella brasiliana ?

L’idea che puoi riassumere un universo di sapori, una regione o una cultura con tre sapori sia molto facile. Se dico mozzarella, pomodori e basilico, pensiamo all’Italia, se dico shoyu, zenzero e alghe, pensiamo al Giappone.
Nessuno conosceva il potenziale dell’Amazzonia. Aver preparato dei piatti con il tucupi, le essenze del peperoncino e le erbe amazzoniche è stato, senza dubbio, un aiuto importante per consapevolizzare le persone sull’identità amazzonica.

Sei stato il primo “non” francese ad aver avuto l’onore di cucinare al  Plaza Athénée di Parigi, dello Chef Alain Ducasse, cosa rappresenta questo riconoscimento per Alex Atala e il Brasile?

Penso alla mia traiettoria marcata in difesa del Brasile, dei nostri ingredienti e sapori, oggi riconosciuti e rispettati nel mondo gastronomico.

ll Brasile, che non aveva una tradizione gastronomica internazionale, oggi può vantare 2 ristoranti nella classifica dei “World’s 50 Best Restaurants”, come spiegare questo fenomeno?

 Niente si realizza dal giorno alla notte. È la conseguenza di un lavoro svolto minuziosamente, dal mio sforzo e di un gruppo di chefs che, diariamente, difende,la nostra gastronomia nonostante tutte le difficoltà che ci sono imposte. Mi riferisco alla mancanza di appoggio da parte del governo e di strutture adeguate sia per l’agricoltura familiare che per le comunità indigene e fluviali che sopravvivono unicamente grazie alla coltivazione di questi ingredienti. Il governo dovrebbe riconoscere l’importanza del lavoro svolto da questi nuovi giovani talentuosi chef, che sono i nostri veri ambasciatori della marca chiamata Brasile.

Perché hai scelto il nome D.O.M. per il tuo ristorante aperto nel 1999 a São Paulo?

La sigla D.O.M. deriva dal latino Deo Optimus Maximus, “Dio è ottimo e massimo” (ottimo nella saggezza e massimo nella bontà). Curiosamente questo nome mi ha sempre “perseguito”. Quando lavoravo in Italia, abitavo davanti ad una chiesa ed osservavo sempre questa sigla sulla facciata. Anche dove lavorava la mia ex moglie questo nome era sempre presente nei vari locali. Insomma, ci sono state molte apparizioni nella mia vita… Un giorno decisi di entrare in chiesa per chiedere il suo significato al parroco, ne rimasi incantato.

Qual’è il segreto principale del D.O.M. per mantenersi sempre al top?

Il controllo di qualità è assolutamente fondamentale. Ti do un esempio “esagerato”: non vogliamo pagare poco, vogliamo pagare caro, ma siamo molto esigenti per ogni centesimo che paghiamo. Dal ricevimento della merce al controllo dell’esecuzione di ogni funzione, di ogni ricetta, è indispensabile l’esigenza. È imperativo che lo chef sia sempre molto esigente evitando, nel contempo, di essere un “rompiscatole”.

L’Amazzonia è stata l’inspirazione del tuo libro “Rediscovering Brazilian Ingredients”, attualmente solo in inglese, è prevista la traduzione anche nella lingua italiana?

Al momento non rientra nei nostri piani.

Il D.O.M., tappa obbligatoria per tutti gli amanti dell’alta gastronomia, è nato dalla tua visione, dal tuo credo “gastronomia brasiliana; un sogno realizzabile”. Un progetto che si è trasformato in una grande realtà, oggi orgoglio nazionale e referenza gastronomica mondiale. Chi saranno i futuri Alex Atala che daranno continuità al tuo progetto?

 Penso che quello che abbia portato la Francia, l’Italia e la Spagna ad essere referenze gastronomiche mondiali è di avere numerosi chef e ingredienti buoni. Anche noi brasiliani possiamo vantarci di avere ingredienti buoni. Forse, in pochi sanno che nelle regioni come Belém do Pará, Manaus, Curitiba, Mato Grosso, Espírito Santo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Goiás, ci sono vari nuovi chef con molto talento. Questi ragazzi e ragazze, però, dovrebbero potersi avvalere del pieno appoggio del governo e non essere riconosciuti unicamente attraverso la stampa. Futuramente faranno viaggi internazionali portando nei loro bagagli una marca chiamata Brasile, un messaggio incorporato nelle loro ricette dal gusto brasiliano. Questo è il futuro del Brasile. Imparare, valorizzare e divulgare il nostro patrimonio gastronomico e culturale.

 Per terminare, qual è il tuo consiglio per chi desidera intraprendere una carriera di chef?

 Penso che la vita di un professionale di alto standard sia la ricerca incessante di volersi superare, non accomodarsi credendo di aver già fatto il sufficiente.  È necessario aver umiltà. Non ho il minor pudore a chiedere a un altro chef di insegnarmi.
Ugualmente 
mi sento lusingato quando mi chiedono “Alex come riesci a fare questa ricetta?” Semplicemente mostro e spiego, credo che, così facendo, ci si aiuti.

Christmasworld e i trends 2015/2016 per il vostro Natale Better In Blu

L’ufficio stile bora.herke.palmisano ha formulato a febbraio, in occasione dell’edizione Christmasword 2015 tenutasi a Francoforte, le previsioni sulle tendenze di quest’anno per il settore delle decorazioni.

I trend individuati dagli esperti del settore si basano sulle correnti attuali presenti nel mondo della moda, dell’arte, dell’architettura e del furniture e product design e si basano sul leitmotiv 2015/16 “Stories to be told” .

Scopriamo insieme più da vicino i look IN che non possono proprio mancare nelle vostre feste private e aziendali e lasciatevi consigliare dal nostro team creativo per l’organizzazione di un Natale Better In Blu che lasci il segno!

TENDER POEM

‘Impressionismo svolge un ruolo fondamentale per la poeticità di questo stile tanto attuale quanto femminile. Un caldo rosa pelle, il bianco, il grigio azzurrato e le nuance chiare del grigio enfatizzano i tratti di questa atmosfera vivace. L’argento e le sfumature dell’oro aggiungono una nota moderna. Giardini romantici, studi naturalistici sotto forma di bozze, lettere scritte a mano, carta ingiallita, chiavi musicali, insetti, piume e fiori in tutte le varianti appaiono come reminiscenze di tempi quasi passati. A questi si uniscono forme filigranee e organiche per dar vita a un insieme estremamente pittoresco. In questo scenario si inseriscono armoniosamente ricami floreali, pizzi raffinati ed elementi di stacco come brillanti note dorate e argentate, cristalli, effetti gelo e brina, superfici a bolle e cloqué. Trasparenza, effetti di controluce e sfocatura vengono usati con particolare sensibilità come elementi artistici. I motivi rappresentati sono paragonabili a intime illusioni – fugaci, commoventi e quasi inafferrabili.

Tender Poem

MYSTIC ODE

Favole, fantasia e poesia si fondono e danno corpo a uno stile decorativo magico, misterioso e ispirato all’epoca letteraria del Romanticismo. La tavolozza di colori che spazia dal nero al basalto e al petrolio scuro fino al marrone intenso fa da sfondo alle tonalità dell’oro caldo e del rosso vigoroso. Simboli storici, mistici e fiabeschi fungono da modello per creare motivi e disegni fantasiosi. Stile casual e haute couture si uniscono in un look straordinario. Gli oggetti decorativi in cristallo, ad esempio, traggono ispirazione dal design moderno e da modelli storici. Nei materiali molto decorativi gli effetti brillanti e lucenti vengono applicati a oggetti datati: specchi, quadri e fotografie di epoche ormai passate così come vernici rovinate dal tempo e sottili patine. Allo stesso tempo non mancano elementi moderni in cui vetro, paillette e ricami di perle vengono combinati a materiali di uso quotidiano come il denim.

Mystic Ode

WEIRD DIARY

“Tutto – fuori dall’ordinario!” Ispirandosi alle correnti dell’arte contemporanea, dall’Astrattismo alla street art, nasce uno stile decorativo che sorprende per la sua ironia e individualità. Insolite combinazioni cromatiche caratterizzano questa tendenza stilistica attingendo a una gamma di colori che spazia dall’arancione vivace al nocciola cremoso, dal rosa delicato al fresco verde menta fino al viola scuro. Toni neutri come l’antracite e il grigio flanella chiaro compensano questa originale intensità di colori. Pennellate, spruzzi e graffiti sono le fonti d’ispirazione per le strutture e i disegni. I motivi – per lo più figurativi, cartoon-like e con disegni suggestivi – sono efficaci grazie al loro posizionamento non convenzionale. Le superfici sono chiazzate, macchiate, marmorizzate o decorate con vivaci effetti multicolor. Materiali come il laminato e il PVC si presentano rudi, colorati ed esplosivi. Pitture particolareggiate, ricami, applicazioni, tipografie e stampe digitali conferiscono a questo stile una nota di contemporaneità.

Weird Diary

INVENTIVE HYMN

La giovane avanguardia del design si concentra sull’uso di materiali, forme, tecniche artigianali e metodi produttivi tradizionali appartenenti ai propri Paesi di origine o a culture straniere. Lo stile “Inventive Hymn” offre un mix raffinato di tradizione e modernità.
Sorprende con inaspettate esperienze tattili accompagnate da una gamma di colori naturali e tenui, come il bianco lana, il sisal, il barolo, il petrolio, il senape e il grigio-verde. Oltre alle classiche discipline artigianali sono soprattutto la moda e l’arte tessile a fornire impulsi significativi per un approccio creativo nell’utilizzo dei materiali. Chiari esempi, al riguardo, sono espressive immagini intessute, strutture a pelo lungo, effetti optical con frange e peli lunghi. Elementi irritanti, dovuti ad esempio a strutture irregolari, sono intenzionalmente voluti e pertanto hanno un valore distintivo. Nella varietà dei disegni di questo stile si assiste all’incontro tra motivi etnici e folcloristici ed elementi astratti e grafici. Questi vengono usati anche su altri materiali di alta qualità come la ceramica, il legno, il metallo e il cuoio. Elaborati mix sperimentali di forme, materiali e motivi simboleggiano la fusione di varie culture e rimandano alla personalissima firma del designer.

Inventive Hymn

Analisi look: Chiara Bezzi (2014). Trend per le feste. Estrapolato da http://www.incartweb.net.
Foto: https://christmasworld.messefrankfurt.com

Marketing Olfattivo

Il termine profumo viene dal latino – per fumum – e significa letteralmente “attraverso il fumo”. Pervade la storia e la cultura dell’ uomo da sette millenni. Infatti, i primi profumi consistevano in aromi bruciati, come l’incenso o le resine aromatiche, per accompagnare alcuni riti religiosi.

Oggi si parla di marketing olfattivo, o psicologia olfattiva, come una nuova frontiera del marketing studiata per fidelizzare il cliente proponendo fragranze personalizzate, capaci di creare un legame emozionale indelebile con il proprio brand.

Alcuni aromi sono infatti vere e proprie “parole” di un linguaggio olfattivo, e parlano al nostro inconscio in modo assai più eloquente e convincente di un discorso. Basti pensare per esempio all’industria automobilistica, che utilizza questa strategia da tempo per sedurre i clienti.

Contattaci ora per scoprire le opportunità offerte dal marketing olfattivo in seno ai vostri prossimi eventi con il nostro tocco Better in Blu.